Date: 6/12/1902



Place: Milano

ID: CLET001752




 

 

2.8

p. 23-24

CLET001752

 

[mancano le carte 21 e 22. Potrebbe mancare una lettera]

 

 

6. Dicembre 1902.

Carissimo Illica.

La ringrazio molto delle informazioni che mi dà relative alle modificazioni apportate a Butterfly. Vedo che anche Lei ne è persuasissimo, come lo è Puccini – niente di meglio. Spero, anzi sono certo ch'io pure dividerò la loro opinione, mentre ora, pure apprezzando le ragioni addottemi, rimango sempre nel dubbio che l'opera riesca né carne, né pesce, ben inteso dal lato utilitario (enorme, non è vero ch'io dica cosi?) – in modo che non basti a formare un vero spettacolo per una intera serata: difficoltà grave pei teatri di provincia! – Sarebbe doloroso dover ricorrere ai Pagliacci per completare il programma.

Intanto, sono ben contento che Puccini, dopo questa operazione cesarea, continui con gran lena nel lavoro.

Assai, invece, mi addolorano le altre notizie .... intime.

No! – io non parlerò mai più a Puccini; più di quello che dissi e che feci, non voglio dire, né fare. Furono parole al vento, che mi cagionarono la dolorosa conseguenza di giudicare bugiardo e volgare una persona alla quale pur tuttavia, porto molta stima, molta affezione: sono disillusioni che non voglio si ripetano! Ma questo è certo, che, ora condurrà a fine il suo lavoro, perché ancora sotto l'azione del movimento iniziale: ma poi – e soffro nel dirlo – Puccini è un uomo perduto per l'arte e per gli amici! – Tutto, ciò prepara: lo sguardo, il floscio dei muscoli mascellari, i movimenti del corpo, l'irrequietezza dello stare, la noja improvvisa! Ahimé!... quanto vorrei essere cattivo profeta. I migliori saluti

dal suo d.mo

Giulio Ricordi

2.8

pp. 23-24

CLET001752

6 December 1902

Dearest Illica,

   Many thanks for your news regarding the changes to Butterfly. I see that you are quite convinced, just like Puccini – nothing could be better. I hope, indeed I am certain that I too will share your same opinion; but for now, while I appreciate the reasons you put forth, I fear the opera will end up being neither fish nor fowl, be it understood in a utilitarian sense (what a shocking thing for me to say, don’t you think?) – such that it will not be enough to sustain a full evening’s entertainment, a serious disadvantage for the provincial theatres! – It would be painful to have to turn to Pagliacci to fill out the program.

   Meanwhile I am quite content that, after this excision [of the atto del Consolato], Puccini is pressing ahead so willingly in his work.

   What distresses me greatly, instead, is the other.... personal.... news.

No! – I won’t speak to Puccini again. What I have already said and done I do not wish to repeat. They were wasted words, which only forced me to recognize the deceitful and vulgar nature of a person for whom I nonetheless have great respect and affection. Such disappointment I have no desire to experience again! But this is certain: that he will finish his work thanks to the continuing influence of his initial momentum; but that – and it pains me to say this – Puccini the man is lost to art and to his friends! – Everything about him bespeaks this fact: his gaze, his slack jaw, the way he moves, his restlessness, his sudden attacks of boredom! Alas!... how I would hope to be wrong about his. Very best regards

From yours most sincerely,

Giulio Ricordi

 

Named people
Giacomo Puccini


Tipology copialettere
Sub-tipology letter
Writing manuscript
Language italian

Letter name DOC01828.008
Volume Signature DOC01828
Year 1901-1909
Volume 02
Pag 023-024
No. pag 2