Date: 12/11/1913



Place: Milano

ID: CLET001774




54

p.85-87

CLET001774

 

12 Novembre 1913

 

Caro Giacomo,

Non ti stupisca il ritardo da me frapposto a rispondere alla tua lettera del 29 passato ottobre – l'ho fatto apposta; e perché volevo essere sereno e calmo nel risponderti, ed anche perché speravo (alla mia età confesso di essere ancora un ingenuo) che tu stesso avresti trovata ingiusta e fuori di proposito quella tua lettera e mi avresti scritto per rammaricartene.

Ma tu taci ancora; tocca dunque a me a farmi vivo, benché mi dolga e mi rattristi il dovere dopo trent'anni di devota sincera e fedele amicizia da parte mia - scagionarmi di un'accusa che non ha alcuna base seria.

E per mostrarti, una buona volta come tu dici, in qual conto io tenga la tua persona e l'opera tua, non avrò che a rammentarti, non già quello che io feci per te quando ancora era vivo il povero pappà, ma il modo mio di agire nei tuoi riguardi da quando ho assunto la gerenza della nostra Ditta.

Chi si è addossato il peso di una tela di libretto del D'Annunzio pur sapendo a priori qual fine avrebbero avuto quelle trattative?

Chi ha acquistato un libretto del Sigr. Gold, solo perché tu lo desideravi e senza sapere se veramente tu lo avresti messo in musica e a quali condizioni?

Chi ha chiamato a Milano Carlo Clausetti perché sorvegliasse meglio e più da vicino che pel passato l'esecuzione delle opere di Casa Ricordi – e quindi pure le tue?

Chi ha nominato un rappresentante straordinario in Germania allo scopo principale di far penetrare colà e in Austria la “Fanciulla del West”?

Chi ha accolto e tradotto in atto la tua proposta di dare un emolumento fisso a tuo genero?

Chi ha ottenuto che, anche quest'anno, la "Fanciulla del West" fosse inclusa nei programmi di New-York e di Boston?

Caro Giacomo se tu vorrai rispondere a queste domande vedrai in quale conto il nuovo Gerente della Ditta Ricordi tiene te e le opere tue, ché non posso pensare seriamente che le nostre buone relazioni possano dipendere da semplici segni esterni che solleticano il tuo amor proprio e non già da fatti concreti, da prove costanti e sincere della mia devozione, della mia amicizia.

Io so di non meritarmi da te alcun rimbrotto e tanto meno delle espressioni così amare ed ingiuste come quelle che tu mi hai indirizzato al ritorno da Vienna.

Aspetto dunque da te la parola che riconduca fra noi la pace e l'affetto di un tempo, che nulla avrebbe dovuto turbare e che le nuove e gravi responsabilità che sono scese su di me dopo la scomparsa del povero mio padre avrebbero invece dovuto rinsaldare e rinvigorire.

Credimi sempre

il tuo aff°

Tito Ricordi

 

PS  = Sabato Clausetti partirà per Berlino – la prima della "Manon" è per ora fissata al giorno 29.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

12 November 1913

 

Dear Giacomo,

   You should not be surprised by this self-imposed delay in responding to your letter of the past 29 October — I did it deliberately because I wanted my thoughts to be clear and collected when I responded, and also because I hoped (admittedly still ingenuously even at my age) that you would have found your own letter out of line and written me a note of apology.

   But you remain silent, so it's up to me to say something; although it pains and saddens me, after thirty years of devoted, sincere, and faithful friendship on my part, to have to exonerate myself of such a baseless accusation.

   If obliged to demonstrate — once and for all, as you insist — just how much regard I have for you and your work, I need only remind you not of what I already did for you when poor father was still alive, but of my actions on your behalf since I have become the general manager of our Company.

   Who assumed the burden of D'Annunzio's draft for a libretto, despite knowing a priori how those negotiations would end?

   Who acquired a libretto from Sig. Gold only because you wanted it, and without knowing if you would actually have set it to music and under what conditions?

   Who called Carlo Clausetti to Milan so that Casa Ricordi would have better and tighter supervision than in the past over the performances of our operas — and therefore yours as well?

   Who hired a special representative primarily for the purpose of introducing the "Fanciulla del West" into Germany and Austria?

   Who accepted and carried out your proposal to provide a regular stipend for your son-in-law?

   Who managed to secure performances again this year of the "Fanciulla del West" in New York and Boston?

   Dear Giacomo, if you are willing to answer these questions, you'll realize just how much consideration the General Manager of Ditta Ricordi reserves for you and your operas, since I cannot seriously imagine that the strength of our rapport relies upon simple gestures intended to stroke your self-esteem, rather than concrete facts providing constant and sincere proof of my devotion and friendship.

   I know I deserve no admonishment from you whatsoever, much less such bitter and unjust assertions as those you wrote to me after you returned from Vienna.

   I await from you, therefore, the words that will restore the peace and affection we once enjoyed between us, which should have withstood any threat of attrition, and which the new and grave responsibilities I have assumed since the death of my poor father should have strengthened and revitalized.

   Believe me always

 

yours fondly

 

P.S. Clausetti leaves Saturday for Berlin — the premiere of "Manon" has been set for the 29th for now.

 

 

 

 

 





Tipology copialettere
Sub-tipology letter
Writing manuscript
Language italian

Letter name DOC01829.054
Volume Signature DOC01829
Year 1912-1935
Volume 03
Pag 085-087
No. pag 3