Date: 18/3/1915



Place: Milano

ID: CLET001782




69

p.109-110

CLET001782

 

18.III.1915

 

Mio caro Illica,

Dunque a sabato, ma poichè nessun malinteso deve esistere fra due vecchi amici quali siam noi mi preme di chiarire due punti che mi sembrano essenziali nella questione del libretto "Italia".

Prima di tutto il Montemezzi di questo soggetto non conosce che quel pochissimo che io gli ho potuto dire – e cioè non ha potuto afferrare che una visione assai vaga dei tre episodi drammatici che servono da trama al libretto. Io non vorrei - e la cosa è possibile – che il Montemezzi quando sentirà la lettura della tela o del libretto intiero non avesse a dichiarare che il soggetto non gli va. E' una supposizione la mia e null'altro – ma è una supposizione che ove si avverasse avrebbe fatto perdere del tempo a lei e a Simoni e potrebbe anche far mancare a lei l'occasione di dare "Italia" al Mascagni o al Franchetti.

Ma ben altro scoglio ho veduto sorgere dalle acque su cui naviga la nave di Enea quando ho letto la lettera recatami da suo cugino. Se quanto Ella mi scrive è posto come pregiudiziale al contratto "Italia" debbo subito rispondere con un rifiuto. Fin che vivo non mi rammaricherò mai abbastanza di avere accolto le pretese del Puccini quando si fece il contratto per "La Fanciulla del West". Dunque fin che vivo e fin che avrò la Gerenza della mia Casa rispetterò e farò rispettare i contratti passati coi maestri e cogli autori, ma non li modificherò d'un ette. Né cambierò di parere nemmeno sotto la minaccia di perdere l'appoggio di un gran giornale - appoggio che ha il valore che ha (vedremo sabato quanto vale la réclame spudorata che si fà alla già abortita musica di un Pizzetti!!), che non è stato mai accordato con molta generosità a Casa Ricordi e che forse lo sarà maggiormente il giorno che i Siggri Albertini avranno le mani libere dall'interessenza sui libretti del Giacosa.

Ecco quanto mi premeva di dirle, caro Illica, e che le dico con quella villana franchezza di cui non mi sono mai pentito, malgrado le noie ed i guai che mi ha procurato nella non mia breve esistenza – ma purtroppo il lupo cambia il pelo.......

A sabato dunque, in ogni modo, ché sarò ben lieto da essere il terzo triumviro fra lei e Simoni.

Sempre con amicizia inalterata mi creda

il suo aff°

Tito Ricordi

 

 

 

 

18.III.1915

 

My dear Illica,

   So then Saturday it is, but since there should be no misunderstanding between two old friends like us, I think it's necessary to clarify two points I consider essential regarding the question of the libretto "Italia".

   First of all, Montemezzi knows nothing of this subject other than the little bit I was able to tell him — and that is to say, he managed to gather little more than an extremely vague idea of the three dramatic episodes upon which the libretto is based. I would not want — and such a thing is possible — that Montemezzi, once having been read a continuity draft or the entire libretto, would be inclined to declare that he did not like the subject. It's a suspicion I have and nothing more — but should this suspicion turn out to be accurate, it would mean you and Simoni had wasted your time, and it could also make you miss the opportunity to give "Italia" to Mascagni or to Franchetti.

   But I saw quite another rocky shoal emerge from the waters carrying Aeneas's sailing ship when I read the letter brought to me by your cousin. If what you write is intended as a prerequisite for the "Italia" contract, I must immediately respond with my refusal. As long as I live I will never have sufficiently repented the decision to accept Puccini's demands when the contract for "La Fanciulla del West" was drawn up. Consequently, for as long as I live and remain the General Manager of my Firm, I will respect and enforce the contracts made in the past with composers and librettists, but I will not modify them one iota. Nor will I change opinion even under the threat of losing the support of an important newspaper — support that is what it is (we'll see on Saturday just how much its shameless publicity for the miscarried music of a Pizzetti is worth!!) and has never been but sparingly accorded to Casa Ricordi, and perhaps even more the day that the Sigg. Albertini loosen their hands from a share of the profits from Giacosa's libretti.

   There you have what I wanted to say to you, dear Illica, and which I say with that unvarnished sincerity which I have never been given to regret, notwithstanding the pain and trouble it has brought me in my less than brief existence — but unfortunately you can't teach an old dog.......

   Until Saturday then, since in any case I will be more than happy to be the third part of a triumvirate with you and Simoni.

   Always with steadfast friendship, believe me

 

yours warmly

Tito Ricordi

 

 



Tipology copialettere
Sub-tipology letter
Writing manuscript
Language italian

Letter name DOC01829.069
Volume Signature DOC01829
Year 1912-1935
Volume 03
Pag 109-110
No. pag 2