Date: 19/9/1891



Place: Milano

ID: CLET001997




126

p.257-258-259

CLET001997

 

 

Milano 19 Sett. 1891

One Comm. Carlo Panattoni

Bagni di Casciana (Pisa)

Cariss.° Avvocato ed amico.

        Appena di ritorno a Milano, disposi perché la rimanenza della somma da Lei richiesta le fosse spedita: il ns. Sigr Blanc non poteva ciò fare, ed aveva espresso divieto di telegrafarmi. In pari tempo presi cognizione della di Lei lettera 15 corr/: e le confesso che ne ebbi dispiacere. La mia Casa, ed io anche in particolare, le abbiamo date troppe e ripetute prove di piena, intera fiducia, perché dubbio vi possa essere in proposito. Questa fiducia, pienamente giustificata dai fatti, ha ancora maggiore rilievo da quella cordiale amicizia che ha sempre improntato le ns. ottime relazioni. Ma è appunto per tale amicizia ch’io credo aprirle francamente l’animo mio: e dirle che la nostra azienda non può oltre sopportare spese giudiziali come pel passato, affatto impari al giro de’propri affari, gravando passivamente su di esso, in modo insostenibile. Non posso dunque continuare su questa via, senza tradire la mia coscienza e la fiducia delle persone cointeressate. So bene e sta infatti, che le cause più onerose le abbiamo dovute subire, e furono dolorose necessità - ma ora basta. Duolmi non potere dividere la di lei speranza che l’enorme disborso della causa Sonzogno verrà in parte compensato: non lo credo, perché so come valutano i giudici i danni, perchè di molti di questi, certi per noi, mancherà modo di provarli. Non esagero valutando che in questi 3 anni circa, la causa Sonzogno fra spese e danni ne asportò dalla Casa almeno 200,000 lire!.. e così mi domando se non era meglio lasciarsi defraudare, che incontrare un simile esborso. No, eg° Avvocato, ripeto che è mio dovere, assoluto dovere limitare le spese vive, perchè i compensi futuri o sono molto futuri, o non li vedo. Non sono questi i momenti nei quali un’industria può sopportare simili pesi = Con ciò, si intende, non vengo a biasimare l’opera di Lei: al contrario, mi felicito assai per quanto Ella ha fatto, per le vittorie riportate, e tutto ciò è per me e per la Casa motivo di ammirazione e di gratitudine.

Ma non posso, alla fin fine, condurre a rovina i nostri affari, che asportando tanta parte viva di numerario, io non posso procedere in altri e nuovi affari, e pensare al futuro mio e dell’azienda affidatami. Non dubito punto che l’amico e l’avvocato, appunto nel desiderio che la Casa continui prosperosa, sapranno giustamente apprezzare queste mie osservazioni e preoccupazioni.

        Come già d’accordo, terremo seduta plenaria co’ miei soci, e cogli altri egregi colleghi suoi: ma per indirla, bisogna combinare parecchi giorni prima, anche per intendersi coll’On.e Villa. Perciò mi è necessario sapere quando Ella potrà essere in Milano, e più presto sarà, tanto meglio. Poichè Ella ne farà l’onore di rappresentare la ns. Casa a Neuchatel, mi occorre sapere se dopo si recherà a Ginevra, in quali giorni, che allora potrei scrivere all’Avv. Villa, per conciliare l’epoca di ritrovo qui. Le accludo le carte riflettenti Neuchatel; come la prego dare pronte istruzioni per rispondere al Nicolini di Ginevra, che sollecita risposta a s/ 7 corr/. a Lei trasmessa.

Voglia dunque compiacersi informarmi della data approssimativa della ns. Seduta coi Soci, e meglio se possibile ai primi di Ottobre venturo.

Termino colla piena fiducia che nel contenuto di questa mia, e nella franca e confidenziale mia esposizione, Ella non potrà non vedere una novella prova di stima ed amicizia: in caso diverso avrei taciuto.

Cordialmente ossequiandolo, mi ripeto

di Lei dmo Giulio Ricordi

126.

pp. 257-259

CLET001997

 

Milan, 19 Sept. 1891

 

Hon Comm. Carlo Panattoni

 

Bagni di Casciana (Pisa)

 

Dearest Avvocato and friend,

   Immediately upon my return to Milan I arranged that the remainder of the sum you requested be sent to you: our Sig. Blanc was not able to do this, and he had been expressly forbidden to telegraph me. I also was given your letter of the 15th of this month at that time, and I confess I was disappointed to read it. My Company, and I in particular, have given you such frequent and repeated proof of our complete, unconditional trust for there to be any doubt in that regard. Fully justified by the facts, this trust is even more significant than the cordial friendship that has always been the basis of our optimum dealings with one another. But it is precisely because of this friendship that I believe I can open myself to you frankly, and to say that our company cannot support further legal expenses as it has in the past, expenses which are disproportionate compared to the total amount of our business, and which weigh negatively upon it in an unsustainable manner. I cannot therefore continue down this path without betraying my conscience and the trust of those persons whose interests are involved. I am well aware of the fact that the onerous legal proceedings we have had to undertake were painfully necessary – but enough is enough. It grieves me not to be able to share your hope that there will be some compensation for the enormous expenditure for the Sonzogno lawsuit: I do not believe it, because I know how the judges evaluate damages, since many of these, certainly for us, lack the means of proof. I do not exaggerate in my estimate that for around the past 3 years, between expenses and damages, the Sonzogno lawsuit has cost our Company at least 200,000 lire!.. and therefore I ask myself if it would not have been better to accept their larceny than to have encountered such expense. No, dear Avvocato, I repeat that it is my duty, absolutely my duty to limit this kind of up-front outlay, because any eventual compensation will only surface far into the future or not at all. These are not times in which a business can manage such burdens – although, be it understood, I have no intention of criticizing your work: on the contrary, I am most happy with what you have done, for the victories you have brought us, and all this is reason for admiration and gratitude from both me and my Company. But I cannot, when all is said and done, bring our business to ruin by consuming so much of our liquidity, preventing me from pursuing other and new business ventures without considering the future for myself and the company for which I am responsible. I have no doubt whatsoever that you, good friend and counselor, precisely because you would prefer that the Company continue to prosper, will be able to appreciate these observations and preoccupations of mine.

   As already agreed, we will hold a plenary session with my shareholders and with you and your respected colleagues; but for it to be announced we must make arrangements several days before, also in consort with the Hon. Villa. Therefore I must know when you could be in Milan, and the sooner that is the better. Since you will do us the honor of representing our Company at Neuchatel, I need to know if and when you will go to Geneva afterwards, so that I can then write to Avv. Villa to set up when it is best for us to meet here. I enclose the papers regarding Neuchatel, and ask that you promptly advise me how I should respond to Nicolini in Geneva, who requests an answer to his letter of the 7th of this month which I sent you.

   Please be so kind therefore as to inform me of the approximate date for our meeting with my fellow Shareholders, if at all possible in the early part of this coming October.

   I close fully confident that you will find the contents of this letter, and their frank and confidential character, to be renewed proof of my respect and friendship; were it otherwise, I would have remained silent.

   With my cordial respects, I humbly remain

Yours most sincerely, Giulio Ricordi

 

 



Tipology copialettere
Sub-tipology letter
Writing manuscript
Language italian

Letter name DOC01827.126
Volume Signature DOC01827
Year 1888-1901
Volume 01
Pag 257-259
No. pag 3