Caro Montani,
ti unisco i solfeggi del Rosa in chiave di Sol editi nel 1933. Come puoi vedere, i gruppi ritmici di questi solfeggi sono resi artificialmente difficili [e] queste difficoltà non servono poiché mancano nelle forme musicali. Un allievo non potrebbe riuscire a dividerli con precisione.
Inoltre mancano gli abbellimenti, che sono tanto necessari, e che gli allievi non sanno mai interpretare e così pure i cambiamenti di movimento.
Perciò c’è differenza fra questi e i miei che sono fatti con lo scopo di addestrare gli alunni nelle difficoltà ritmiche esistenti nella musica antica che in quella moderna.
Scusami e grazie ancora, con i cordiali saluti F. Tissoni