Date: 2/10/1912



Place: Milano

ID: CLET001766




 

2 ottobre 1912

 

Caro Illica,

                    – Castellarquato

 

Ho visto Pozza di ritorno a Milano, e gli ho parlato del Puccini e del Brüggemann. Curioso a dirsi mi è sembrato più favorevole al secondo per "Judith" che al primo pel dramma russo; e cioè per essere più chiaro ha detto del Puccini: ma perché non tenta un grande soggetto a grandi linee con masse, messa in scena, ecc. e vuole ancora un dramma fatto tutto a pezzetti, a piccoli dettagli, ecc. Mi sembra dunque che il Pozza non sia gran che entusiasta di lavorare pel Puccini; e d'altro canto so che questi è preso ancora dai suoi dubbi e non sa decidersi, né pel vostro dramma, né per "Anima allegra", né per altri soggetti che ritornano all'orizzonte colla regolarità delle comete!! Questa è la situazione, caro Illica, e temo assai che non ne verremo a capo di nulla.

Brüggemann è a Milano da ieri e gli ho dato da leggere subito "Judith" – io credo che questo dramma e questo compositore sono nati per intendersi – vedremo se ho ragione o torto.

Rispondo alla di lei domanda sul prolungamento dei diritti pei libretti da lei fatti in collaborazione con Giuseppe Giacosa. E' vero che la nostra Ditta ha dovuto concedere tale prolungamento al Puccini, ma tale condizione ci fu imposta come condizione sine qua non allorché si fece il contratto per la "Fanciulla del West". Il povero pappà e il Consiglio di Vigilanza non volevano nemmeno sentir parlare di tale imposizione, fatti forti dal precedente di Verdi che - pur avendo contratti a termine scaduti in nostro favore - non pretese di cambiarli quando fece i contratti per Don Carlos, Aida, Messa, Otello e Falstaff. Lo so io cosa dovetti sudare perché infine questa pretesa del Puccini fosse accettata – era, anche ai miei occhi un sopruso – ma infine faceva parte di un nuovo contratto e potevasi considerare come un maggior compenso accordato per la "Fanciulla del West": ma oggi, come Gerente della Ditta, non saprei nemmeno se accetterei tale condizione, chè i contratti sono contratti e se a seconda delle circostanze si potessero manomettere sarebbero davvero sconvolte le basi su cui poggia la nostra Ditta.

Per tali ragioni io non mi sento di portare innanzi al Consiglio di Vigilanza la di lei richiesta, ché non saprei difendere non un atto di giustizia, ma dovrei rinnovare un atto di ingiustizia commesso un tempo in cui le sorti della nostra Casa non dipendevano dalla mia sola volontà.

Lei mi perdonerà, ne sono certo, il modo schietto e forse troppo netto col quale rispondo alla di lei richiesta; ma in tutta coscienza non potevo rispondere diversamente.

Se ha notizie del Puccini me le faccia sapere – io gli debbo scrivere e cercherò di tastare il terreno.

L'affare Leonardi è accomodato; ho dato prova in questa occasione di molta pazienza e di molta generosità. Speriamo che, se non su questa terra, tale mia azione mi sarà contata nell'altro mondo!!

Suo aff°

Tito Ricordi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

2 October 1912

 

Dear Illica,

        

        - Castellarquato -

 

I saw Pozza when he returned to Milan, and I spoke with him about Puccini and Brüggemann. Strange to say, he seemed to be more favorable toward the latter for "Judith" than toward the former for the Russian drama; and more specifically, he wondered why Puccini doesn't try a grand subject with great bold strokes, with crowds, elaborate staging, etc., rather than wanting instead another drama made of little pieces, of tiny details, etc. It seems to me then that Pozza is not particularly enthusiastic to work for Puccini; and on the other hand I know that Puccini continues to struggle with uncertainty and can't decide for your drama, or for "Anima allegra", or for any of the other subjects that regularly appear on the horizon like comets!! This is how things stand, dear Illica, and I greatly fear that we'll never get to the bottom of it all.

   Brüggemann has been in Milan since yesterday, and I immediately gave him "Judith" to read — I think this drama and this composer were made for one another — we'll see if I'm right or wrong.

   In response to your question regarding the extension of rights for the libretti you wrote in collaboration with Giuseppe Giacosa: It's true that our Company had to concede that extension to Puccini, but he forced it upon us as a condition sine qua non in order to obtain the contract for the "Fanciulla del West". My poor father and the Supervisory Board had not the least intention to accept such an imposition, armed as they were with the precedent established by Verdi, who — even having contracts that had expired in our favor — did not pretend to change them when he made the contracts for Don Carlos, Aida, Messa, Otello, and Falstaff. I know what I had to go through to gain approval for this demand by Puccini — it was an abuse of power in my opinion as well — but in the end it was part of a new contract and could be interpreted as greater compensation for the "Fanciulla del West". Now, as General Manager of the Firm, I don't know if I would even accept such a condition today, given that contracts are contracts and if it were possible to manipulate them according to circumstances, it would truly upend the very foundations that support our Company's operating principles.

   For these reasons I am unwilling to bring your request before the Supervisory Board, since I wouldn't know how to defend not an act of justice but rather the renewal of an act of injustice that was committed when the fate of our publishing house was not determined by me alone.

   You will forgive me, I am certain, for the frank and perhaps overly blunt tone of my response to your request; but in all good conscience I could not respond in any other way.

If you have news of Puccini do let me know — I need to write to him and I'll try to test the waters.

   The Leonardi affair has been settled; I gave abundant proof of my patience and generosity for the occasion. Let's hope that, if not in this world, my good deed will be counted in the one beyond!!

 

Yours fondly

Tito Ricordi  

 

 

 




Tipology copialettere
Sub-tipology letter
Writing manuscript
Language italian

Letter name DOC01829.030
Volume Signature DOC01829
Year 1912-1935
Volume 03
Pag 043-045
No. pag 3