Date: 31/1/1891



Place: Milano

ID: CLET001980




106              

p.204-205-206-207-208-209

CLET001980

 

 

Milano, 31 Gennaio 1891

I.mo Sigr Dario Papa

Città             

 

Sono un gran peccatore…. e mi perdoni una volta per sempre. Rispondo alle di Lei osservazioni d’jeri intorno alla Scala : ma s’intende che questa mia non è diretta al Sigr Dario Papa , dell’Italia del Popolo , ma ad un garbato gentiluomo, che mi ha onorato con una cortese discussione - tanto che non troverà strano ch’io mi creda autorizzato a scrivergli privatamente, affidandomi per intero alla di lui lealtà, perché non solo non pubblichi questa mia, ma la consideri strettissimamente personale.                      

        Io apprezzo gli appunti ch’Ella muove all’editore: ma partono da un punto di vista erroneo. Non ho alcun motivo di voler castigare i Signori Corti !.. sarebbe troppo presupporre da parte mia, e cosa contraria alle mie abitudini.

        Ella approva che non lasci rappresentare opere d’importanza, e tanto meno di Wagner : ma invece crede che potrei chiudere un occhio per opere di repertorio. Tale non è la mia opinione: per me, le opere che si è creduto affidarmi sono tutte eguali: tanto è Wagner come qualsiasi altro autore: uno sarà più facile, altro più difficile a rappresentarsi, ma tutti hanno diritto ad essere trattati bene, quando si parla della Scala . E noti questo: che uno sfregio ad un’opera anche di repertorio la dan[neggia sem]pre  moralmente e materialmente: creda pure che un fiasco, [sarebbe scu]sa di rendere peggiori le condizioni del teatro, e non mancherebbe neppure qualche critico, appassionato per una scuola, piuttosto che per un’altra, di sentenziare: ecco un’opera che ha fatto il suo tempo…. e che nessuno aveva desiderio di udire.

Ella parla del Faust  - è vero, è un’opera di repertorio, ma è ancora, come si dice, fresca - poi vive tuttora un certo Gounod , al quale non può riuscire grata una cattiva esecuzione alla Scala - senza parlare che vi sono persone cointeressate nei noli, a Parigi !!...  e delle cui giuste esigenze devo tener calcolo. Si metta Lei al posto di Gounod , o de’ suoi cointeressati: certo non mi farebbe dei complimenti per aver lasciato maltrattare il Faust  alla Scala . Poi il Faust  non è una vera opera di ripiego: richiede molte scene, costumi, una messa in scena, quindi non si può improvvisare in pochi giorni - non è dunque un rimedio efficace, perché tardo. Ma dove ha poi l’Impresa la compagnia completa?.... e come può completarla, volendolo, se gli artisti ottimi, non solo, ma appena, appena i discreti sono tutti impegnati?.......

Perciò, dato un insuccesso, del che sono convinto, quale vantaggio finanziario all’Impresa?... quale al pubblico?... nessuno - anzi un peggioramento di condizioni. Mettiamo invece che il Faust  passasse così alla bell’e meglio, senza infamia e senza lode, con applausi a qualche artista meritevole, come ad esempio la Sig.a Darclée : sarebbe ancora più pericoloso per l’avvenire del teatro: tutte le persone interessate materialmente, come Impresa, moralmente, come Direzione, ne profitterebbero per darmi addosso, (che mi vedono come il fumo negli occhi!!) dire che le mie osservazioni sono ingiuste!.... che l’orchestra è eccellente, i cori idem…. insomma che tutto è una meraviglia alla Scala !! il non plus ultra….. e si ricadrebbe in quella terribile atonia che da qualche anno conduce a rovina il teatro. E noti ch’io le dico questo, perchè fu detto a me: non è una supposizione la mia, ma conseguenza matematica.

Ma…. veniamo ancora ad un [sic] opera di repertorio: si poteva pensare p.e: alla Borgia , opera facile, senza impegno di messa in scena: ma dove i cantanti?... C’è Marconi libero, e mi dicono canti benissimo la Borgia : non l’ho mai udito: ma infine è artista così detto di cartello = e la protagonista?... non c’è!! -

Pensarono alla Favorita !... sorpasso sulla frecciata giudiziaria, dirò così, dei Sigri Corti !!...  Pende un giudizio in appello : si vincerà, si perderà, questo non lo so. Ma so benissimo che i Sigri Corti non sono poi così minchioni da farsi coinvolgere in un processo, dato il caso che la vittoria dell’appello spettasse alla nostra Casa. Quindi si fanno un merito fuor di luogo: hanno agito prudentemente e nulla più.

Sono oramai 3 stagioni nella [sic] quali ho sempre rifiutato di combinare contratti colla Scala , convinto della decadenza dei mezzi artistici: ho predicato inutilmente ad Impresa, e Direzione: negli anni scorsi ho ceduto a continue sollecitazioni, ed Ella deve rammentarsi come camminarono zoppe le stagioni passate: quest’anno replicai il rifiuto, e l’Impresa  si è rivolta ad altro editore , il quale cosa ha potuto fare?... niente!..... Forse sono io che mi sbaglio, ed altri sarà forse contento del come sono ora date le opere: è quistione di apprezzamento personale: ma allora perché il pubblico accorre così scarso al Teatro?.....

Per quanto Ella possa credermi editore, negoziante, speculatore, le posso dire in coscienza che lo sono molto poco!! - Soprattutto adoro l’arte musicale, per la quale mi entusiasmo, e non è colpa mia se, curando gli interessi puri dell’Arte, n’escono fuori anche buoni affari per la Casa che è affidata alla mia responsabilità. Non sono proprio affarista, glie lo confesso ingenuamente!... I Signori Fratelli Corti lo sanno…… se vorranno dire la verità. Quante eterne discussioni non si sono fatte, quando p.e: volevano 5 opere di proprietà della casa!! - Sono sempre stato contrario a ciò, ed ho ceduto quando l’Impresa mi dimostrava che non poteva fare altrimenti, che aveva già scritturati gli artisti addatti [sic] per tali e tali opere ecc. ecc. Non solo: spingevo lo scrupolo sino a quistionare per non dare due opere dello stesso autore!! - consigliando io stesso all’Impresa opere di proprietà di altri editori: del resto vi sono i cartelloni passati per prova!..Giacchè, se l’opera è buona, si fa uno sfregio all’arte coll’impedirne la rappresentazione: e poi…. non si impedisce un bel niente, perché v’è l’opinione pubblica che la reclama… e l’Impresa, volere o volare, deve finire per rappresentarla. Creda pure eg.o Sigr Papa , che il migliore affarismo in arte è….  di lasciar fare all’arte stessa: nessun editore al mondo, disponga pure di milioni, può far diventare buona un [sic] opera cattiva, o viceversa!!.... anzi con questi tentativi…. minchiona se stesso.

Questa è una teoria che adolescente sentii ripetere le cento volte a mio nonno Giovanni !..e che mi rimase impressa incancellabilmente!..  E citava gli esempi della Norma , della Borgia , come mio padre citava esempi della Traviata  e di altre: contrapponendo opere che fecero furori al loro apparire.... e poi rimasero negli scaffali. Ciò che, parlando affari, dimostra all’evidenza che nell’un caso e nell’altro se si fossero spesi danari in réclame, erano danari sciupati! Monsieur tout le monde  è ancora e sempre l’uomo di maggior spirito.

Io dunque ho la coscienza tranquilla perché persuaso di agire rettamente: certo non mi credo infallibile…. e posso anche sbagliarmi, ma ciò in piena buona fede!!

Sono abituato ad avere le spalle grosse!!..e da molti anni a sentirmi chiamare il tiranno di Via Omenoni !!.... S’Ella mi conoscesse meglio saprebbe quanto sia poco tiranno, ed ancora meno Omenone!! - ma…. lasciarsi rovinare le opere, questo sarebbe il subire la tirannia altrui…. ed è a ciò che mi ribello.

Mi perdoni questa specie di sfogo!.... lo accolga benignamente, ma soprattutto terrò quale graditissima conferma di stima il di Lei silenzio per questa mia, non destinata in parte alcuna a qualsiasi pubblicità.

Auff!!... ora è finita, e spero non annojarla più, perché ogni bel gioco dura poco…. e questo è durato anche troppo!

Salutandola distintamente, pregiomi rassegnarmi

devmo

Giulio Ricordi  

106.

pp. 204-209

CLET001980

 

Milan, 31 January 1891

 

Ill.mo Sig. Dario Papa

City

 

   I am a terrible sinner…. and you have to forgive me once and for all. I am about to respond to your observations of yesterday regarding La Scala ; but be it understood that this is not addressed to Sig. Dario Papa of the Italia del Popolo , but to a sophisticated gentleman who has honored me with a courteous discussion – therefore he will not find it strange I believe I am authorized to write him privately, relying entirely upon his integrity, so that not only does he not publish this but that he considers it to be most strictly personal.

   I appreciate the points you raise with the publisher, but they are based on a mistaken point of view. There is no reason I should wish to chastise the Signori Corti !... it would be too presumptuous on my part, and contrary to my way of doing things.

   You approve of the fact that I do not allow the performance of operas of a certain importance, much less of Wagner ; but instead you believe that I could close an eye when it comes to repertory operas. My opinion is instead another: for me, all of the operas entrusted to me are equal, whether they are by Wagner or by any other composer – one will be easier, another more difficult to produce, but all have the right to be treated well where La Scala is involved. And it should be noted that the disfigurement of even a repertory opera always results in moral and material damage: indeed, a fiasco would be an excuse to further compromise the theatre’s livelihood, and you can be sure there would be some critic, a partisan for one school or another, ready to proclaim: here is an opera that has seen its better days…. and that no one wants to hear anymore.

   You speak of Faust – true, it is a repertory opera, but it remains, as we say, fresh – then too, this fellow Gounod is still alive, and a poor performance at La Scala would hardly be gratifying for him – not to mention those in Paris concerned with the rental material!!... whose exigencies I must rightfully take into account. Imagine yourself in the position of Gounod or those who share some common interest: certainly you would not take it well were I to allow Faust to be treated poorly at La Scala . Furthermore, Faust is not a true “fall-back” opera: it requires many scenes and costumes, with careful staging, all of which cannot be thrown together in a few days – therefore it is not an effective solution because there is not enough time. Then too, does the management have the complete cast of singers?.... and how could they even try to complete it if not only all of the best artists but anyone barely adequate is already booked?......

   Therefore, given this seemingly inevitable lack of success, what financial advantage is there for the management?... what advantage for the public?... none – indeed, only that conditions become worse. Let us imagine instead that Faust should get by this way somehow or other, without disgrace and without praise, with polite applause for perhaps some worthy artist such as Sig.ra Darclée . It would be even more dangerous for the future of the theatre: all of the people involved materially, like the management, and morally, like the Administration, would take the opportunity to attack me (since they consider me so annoying!!), claiming that my observations are unjust!.... that the orchestra is excellent, the choruses idem…. in other words, that everything is just marvelous at La Scala !! the non plus ultra….. and there would be a relapse into that dreadful lassitude that of recent years has been dragging the theatre toward ruin. And please note that I tell you this because it was told to me: mine is not a hypothesis but rather the result of logical deduction.

   But…. let us return to a repertory opera: one could consider Borgia , for example, an easy opera without demanding staging requirements; but where are the singers?... Marconi is free, and they tell me he sings Borgia quite well. I have never heard him, but in the end he remains a so-called showcase artist – and the protagonist?... there is no one!! –

   They thought of Favorita !... I’ll not stop to dwell on the judicial potshot, let us say, of the Sig.ri Corti !!... An appellate court judgment is pending; whether it will be won or lost, this I do not know. But I know only too well that the Sig.ri Corti are hardly such idiots as to become involved in a lawsuit, given the possibility that our Firm will be awarded the victory on appeal. Therefore they have no business pretending to be virtuous: all they did was to act prudently and nothing more.

   It has now been 3 seasons in which I have steadily refused to make any contracts with La Scala , convinced as I am that the artistic resources there are deteriorating. I voiced my concerns to the Management and Administration, but to no avail; in previous years I gave in to their continuous solicitations, and you certainly must remember how those past seasons hobbled along. This year I refused again and the Management turned to another publisher, and what was he able to do?... nothing!..... Perhaps I am the one who is mistaken, and others may be happy with how the operas are being offered now – it’s a question of personal assessment – but then why are so few attending the Theatre?.....

   While you may well see me as publisher, retailer, profiteer, in all good conscience I can tell you that it means very little to me!! – Above all else I adore the art of music, for which I am an active enthusiast, and it is not my fault if, in the process of promoting the best interests of the Art, I also manage to realize good business for the Company for which I am responsible. I am hardly a shrewd businessman, this I can confess in all honesty!... The Corti Brothers know this…… if they choose to tell the truth. How many endless discussions there were when, for example, they wanted 5 operas belonging to our company!!- I have always been against this, and I only gave in when the Management led me to believe that there was no alternative, that the appropriate artists for such and such operas had already been engaged. Not only: I was scrupulous to the point of questioning whether it was correct to mount two operas by the same composer!! – proposing operas owned by other publishers to the Management myself. For that matter, the playbills for past seasons are proof enough!.. since if the opera is good, it is an offense to art to prevent it being performed. Then too, there is no preventing it anyway, because the public will protest… and the Management, whether it wants to or not, ends up putting it on. Believe me, dear Sig. Papa , the best business to be done in art is…. to leave art to its own devices: no publisher on earth, even with millions to invest, can make a good opera out of a bad one, or vice versa!!.... indeed, with such attempts… he only makes a fool of himself.

   This is a theory I heard my grandfather Giovanni repeat a hundred times when I was an adolescent!.. and which has remained indelibly impressed in my mind!.. And he cited the examples of Norma , of Borgia , just as my father cited the examples of Traviata and others, as opposed to operas that were wildly successful when they first appeared… and then languished on the shelf. And speaking of business, this is proof that if money had been spent for réclame [publicity] in either case, it was money wasted! Monsieur tout le monde [the common man] always remains the one best suited to decide.

   I therefore have a clear conscience because I believe my motivations are honorable ones; certainly I don’t presume to be infallible…. and I can make mistakes, but always and entirely in good faith!!

   I am used to having broad shoulders!!.. and to hearing myself called the tyrant of Via Omenoni these many years!!.... If you knew me better you would realize how little of a tyrant I am, and still less of an “Omenone” [massive man]!! – but…. allowing operas to be ruined, this would mean enduring the tyranny of others…. and I rebel in response.

   Please pardon my letting off steam this way!.... do abide it benevolently, but above all I will consider it a most welcome confirmation of your respect if you should make no mention of this letter, which is in no way intended for public scrutiny.

   Enough!!... that is the end of it now, and I hope not to annoy you further, because, as they say, “all good things in moderation”…. and this one has already lasted even too long!

   With regards, I am pleased to remain

MMost sincerely,

GGiulio Ricordi

 

 




Named theatres
Teatro alla Scala

Tipology copialettere
Sub-tipology letter
Writing manuscript
Language italian

Letter name DOC01827.106
Volume Signature DOC01827
Year 1888-1901
Volume 01
Pag 204-209
No. pag 6