Date: 29/9/1893



Place: Milano

ID: CLET000512




 

 

 

29 Settembre 1893

 

Illustre Maestro

 

        Ho un doppio dispiacere: quello d’aver tardato a rispondere a due di Lei gentilissime lettere: e quella che riguarda la causa del ritardo. Le basti sapere che da Domenica fino a jeri Giovedì, alle 7 di sera, sono stato sotterrato in mezzo a 4 avvocati, arbitri e simili….. porcherie! - Mi tocco per sapere s’io sono vivo, o morto! -

        Venendo a quanto mi scrive per la cara visita a S.ta Agata, non mi rimane che constatare ancora una volta la somma cortesia dei Signori Verdi, ringraziarli e desiderare di salutarli in breve in codesta deliziosa quiete.

        Ed ora passiamo agli affari - “Brutta parola[“]! Come dice Ford! - ma non si può schivare.

        Come sempre ciò che dice o scrive Lei, è d’oro, anzi è puro diamante - perciò quando mi scrive che la di lei presenza è necessaria a Parigi, rispondo: Maestro, ha ragione. Quando mi dice che nulla a Lei contano le ragioni politiche, o le ostilità, ripeto: È vero - Mille fatti son là a provarlo. Quando Ella conclude che di Lei desiderio sarebbe di non permettere la rappresentazione, io, Giulio Ricordi, direi subito: “Si faccia la di Lei volontà!![“] - e questo direi perché lo sento col cuore, lo sento colla ragione, e l’una e l’altra mi dicono ciò ch’io debbo a Verdi, e come unica ambizione mia sia quella di non procurargli, anche nolente, la benché minima contrarietà. Ma io, oramai, conto poco, per non dire Zero!.... Come posso eseguire tale desiderio, senza ledere (ed Ella con somma equità lo preosserva) interessi importanti? - E d’altra parte, come posso accogliere la di Lei conclusione: Fate quello che credete! Quello che credo io, è di fare ciò che a Lei torna gradito!!..... dunque qui si cammina su due linee parallele, che non si incontreranno mai!!... Non crede invece possibile trovare modo di toccare una meta, vedendo di conciliare ogni cosa, nel miglior modo che sia possibile? - Io capisco perfettamente quanto possa tornare nojoso, faticoso, nervoso il mettere in scena Otello all’Opera, dove tutto cammina a passo di tartaruga, anche spendendo una somma immane di forza morale e fisica: ma non credo che così avvenga all’Opéra-Comique, o quanto meno avvenga in proporzioni minime. E questa idea mi è confermata dal fatto che Ella era deciso recarsi a Parigi nel Novembre venturo, qualora Carvalho avesse messo in scena Falstaff. Grazie al cielo, nessuna ragione differente esiste ora, in confronto dell’epoca in cui erano corsi i primi pourparler con Carvalho = ed ancora, se questi avesse divisato veramente di dare Falstaff in Novembre, ci sarebbero stati seri impicci, che la traduzione fu una fabbrica del Duomo, e sarebbe stato impossibile cominciare gli studi dell’opera, per mancanza del materiale. Dunque fu bene che Carvalho ritardasse. Ma ciò che non fu fatto, non si può fare un po’ più in ritardo?... e forse in stagione più favorevole, anche per clima?... Si compiaccia leggere l’acclusa di Grus, che fu in Milano per parlarmi di vari affari, tra i quali Otello e Falstaff. Quanto al primo, all’Opera, oltre i diffetti [sic] già indicati, credo difficile si possa mettere assieme la compagnia addatta [sic]: invece, pel secondo, assai facile è trovare all’Opera-Comique il personale brioso ed intelligente per una interpretazione ottima. E parlando poi in linea d’arte, sarebbe utile che 2 capolavori come Otello e Falstaff fossero esiliati dalla Francia?...

        Già le scrissi di richieste insistenti dell’Otello per Lyon: le accludo in proposito due lettere ora ricevute: sentirò di Lei ordini per una definitiva risposta. Intanto mi arrischio dire… una sciocchezza: qualora dell’Otello all’Opéra non se ne parli più, non potrebbe il M.° Luigini venire a Genova più tardi a prendere dirette istruzioni da Lei?.... Se è una sciocchezza, mandiamola subito a carte quarantanove.

        Si sta completando la compagnia pel Falstaff a Napoli: spero riuscire ad assicurare una esecuzione veramente buona.

        Mi rammenti alla gentile Signora Peppina, e lietamente concludo questa mia colle parole: A rivederli fra non molto - alle quali aggiungo l’espressione di tutta la mia reverente gratitudine.

 

di Lei d.mo

Giulio Ricordi

 

 

29 September 1893

 

Illustrious Maestro,

  

   I have two reasons to be unhappy: because I am late in responding to your two kind letters; and because of what caused my delay. I need only tell you that from Sunday until 7 o’clock yesterday evening, Thursday, I have been locked away in the company of 4 lawyers, arbitrators, and the like….. what rubbish! – I need to pinch myself to know if I am dead or alive! –

   Regarding what you have written me about my anticipated visit to the Signori Verdi at St. Agata, I can only once again acknowledge your enormous kindness and thank you with the happy thought of being able to greet you soon in your charming and peaceful surroundings.

   And now let us turn to business – “Brutta parola!” [“Ugly word!”] as Ford says– but it cannot be avoided.

   As always, whatever you say or write is golden, indeed as pure as a diamond – therefore, when you write to me that your presence is necessary in Paris, I respond: Maestro, you are right. When you tell me that political issues or hostilities do not concern you in the least, I reply: It’s true – this has been proven a thousand times over. When you conclude that you prefer not to consent to the production, I, Giulio Ricordi, would immediately say: “May your will be done!!” – and I would say this because both my heart and my mind tell me so, reminding me of what I owe Verdi and how my sole ambition is not to create, even unintentionally, the least bit of difficulty. But anymore I count for very little, indeed nothing at all!.... So how can I honor such a desire without damaging important interests (as you had already so candidly observed yourself)? – And on the other hand, how am I to honor your conclusion: Do what you think best! when what I want is to do what pleases you!!..... Here we are then, following two parallel paths that will never intersect!!... Wouldn’t it be possible instead to look for a solution by trying to reconcile everything in the best possible manner? I understand all too well how you might find it annoying, exhausting, if not downright nerve-wracking to mount Otello at the Opéra, where everything moves as slowly as molasses, even when one invests a tremendous amount of moral and physical effort; but I do not believe this is the case at the Opéra-Comique, or at least not nearly as much. And this idea is supported by the fact that you had originally decided to go to Paris this upcoming November if Carvalho had mounted Falstaff [at the Comique]. Thank heaven, nothing in this line of reasoning is different now than it was during the first pourparler [informal negotiations] with Carvalho – and what is more, if Falstaff had truly been planned for November there would have been serious obstacles, because the translation was a seemingly endless monumental project and it would have been impossible to begin studying the opera for lack of material. It was better therefore that Carvalho delayed things as he did. But can’t what couldn’t be done then be done a bit later?... and perhaps in a more favorable, more temperate season?... You might be interested to read the enclosed letter from Grus, who was in Milan to speak with me regarding various affairs, among them Otello and Falstaff. As for the former at the Opéra, beyond the above-mentioned defects, I think it quite unlikely that the right cast of singers could be assembled; whereas for the latter at the Opéra-Comique, it is quite easy to find spirited and intelligent performers for an excellent interpretation. And speaking strictly for the sake of art, what good would come of depriving France of 2 masterpieces like Otello and Falstaff?...

   I already wrote you that there have been insistent requests from Lyon for Otello: I include two such letters I have received, awaiting your orders before I make a definitive answer. Meanwhile I would dare venture …. this foolhardy proposal: in the event that we are to speak no more about mounting Otello at the Opéra, could M. Luigini  come to Genoa later to seek instruction directly from you?.... If this is indeed foolish, we can toss the idea aside straight away.

   The cast for Falstaff in Naples is now nearly complete: I hope to be able to guarantee that it will be a truly fine performance.

   Give my regards to dear Signora Peppina, and I conclude with these happy words: Until we meet again soon – to which I add my complete and steadfast gratitude.

       Yours most devotedly,

Giulio Ricordi

 

 

 





Tipology copialettere
Sub-tipology letter
Writing manuscript
Language italian

Letter name DOC01827.163
Volume Signature DOC01827
Year 1888-1901
Volume 01
Pag 331-334
No. pag 4