Date: 24/3/1893



Place: Milano

ID: CLET001888




 

 

Milano, 24 Marzo 1893

Eg° Sig.r Luigi Piontelli.

Città

 

        Ricevo stimata s/. d’jeri, cui mi affretto rispondere, anche per mettere le cose in chiaro: e poiché riconosce ch’io sono abituato ad essere franco e leale, così non le torni uggioso, se seguito su tale via. Alle di Lei osservazioni sulle difficoltà incontrate per precedenti impegni, risponderò che queste provengono tutte dalle incertezze da Lei avute. Si rammenti bene che, fino dal settembre scorso io l’ho consigliato non una, ma dieci volte ad accappararsi [sic] addirittura gli artisti del Falstaff per le stagioni venture: se avesse fatto ciò, non avevano valore affidamenti di sorta: tutti i mezzi artistici erano in mano sua, avrebbe economizzato sulle scritture, ed Ella era interamente padrone della situazione. Piuttosto, diciamo dunque francamente, non avendo vera fiducia nell’opera, non ha creduto arrischiarsi in un impegno, forse troppo incerto. Da ciò nacquero tutte le nojose complicazioni, non ultima quella dell’orchestra! Dal canto mio, ho fatto tutto il possibile perché l’Impresa della Scala non rimanesse fuori: non avevo che ad accettare subito le varie offerte, e subito era combinato: ma siccome si trattava anche di un atto di fiducia, così ho preferito aspettare che l’ingarbugliata faccenda si chiarisse, e ciò proprio solo per deferenza verso i Sig.ri Piontelli e C - ! -

        Ma nel Signor Piontelli vi sono due persone per me ben distinte: non si abbia a male se le dico che il Signor Piontelli e C. mi fa…. paura! - il Signor Luigi Piontelli mi ispira fiducia - e cioè, il primo è lo speculatore che tira l’acqua al proprio mulino; il secondo è un’altra persona. Ma, e qui sta il difficile, quando cessa l’uno, e comincia l’altro?.... Per non dire di molte altre cose, p.e: le scritture degli artisti come saranno mantenute?... in molte vi sono entrato io, pregando, insistendo per avere delle facilitazioni - ora non vorrei fare cattiva figura. Fin da principio si è sempre parlato della necessità di avere pronto il supplemento a Maurel = si temeva persino, che Pessina non accettasse - ebbene, mi sono dato la pena di parlare al Pessina, di insegnargli la parte, persuadendolo d’accettare. Ed ora, questa necessità svanisce, ed io faccio la figura del minchione per non dire peggio! Ella capirà perfettamente che una simile posizione non la posso davvero accettare! - no, e poi no, E questo mi insegnerà un [sic] altra volta a non più curarmi di affari tra Imprese ed Artisti = che la parte di agente seccatore non mi garba affatto: ci pensi chi vuole. Gli artisti ci sono?..bene! - Non ci sono?...ed io chiuderò le opere negli scaffali.

        Quanto all’orchestra, mi pare di leggere tra le righe ch’Ella crede che le mie richieste possano essermi state suggerite dal M° Mascheroni si sbaglia di grosso, perché non mi lascio suggerire da alcuno. Anzi, deploro che vi sia sempre una certa diffidenza fra lei ed il Maestro, che è di incaglio a molte cose. Il M°. Mascheroni è stato da me jeri, ma sul tardi assai, e fui io a domandargli se sapeva come era composta l’orchestra: al che mi rispose di non esserne completamente informato. Ora, siamo giusti: alla vigilia quasi di partire, deve il Maestro  direttore non sapere per filo e per segno quali elementi avrà a sua disposizione? - Ella stesso mi dice che occorreranno 2 pmi - e 2 secondi nuovi - ma quando proveranno? - Siano pure i primi professori del mondo, non saranno in caso di essere pronti ed affiatati con una sola prova. E se assolutamente mancasse il De Angelis?... Ma un violino di spalla dovrà suonare almeno 3 volte l’opera, prima di poterla eseguire come si deve. Ora, mancando De Angelis, con 4 altri archi nuovi (ed otto per Roma) è naturale che mi trovi impensierito e domandi che razza di esecuzione si finirà per avere!! - la cosa è chiara, è lampante, per non giustificare la mia richiesta.  

Ella ritorna sul progetto della Sig.a Melba!...ma come il Sigr Piontelli non capisce che è come il dire che il Falstaff non basta ad assicurare l’esito, e che occorre un contrafforte per tenere in piedi il teatro?.. Ma questa interpretazione è evidente come 2 e 2 fanno 4. Non è più il giro artistico dell’opera di Verdi - ma una delle solite girandole di rappresentazioni: o l’affare, come affare, era buono prima, e non c’è bisogno d’altro: o richiede per così dire un supplemento di rinforzo, ed allora non è buono, e non conviene farlo.

Tutto ciò dunque non è fatto per ispirarmi fiducia, e per di più si aggiunge ciò che vengo ora a sapere: cioè che non si può sciogliere il Signor De Angelis dall’impegno col Dal Verme: ed eccoci senza il 1mo violino di spalla.

Se quasi non bastassero tutti gli impicci di Roma, ecco ora quelli di Berlino! - Legga l’accluso telegramma, (che prego restituirmi) = chi mai si è creduto in diritto di mandare un ultimatum in mio nome?...Ma questa è una enormità! - e pretendo di venirne in chiaro, non avendo avuto ancora schiarimento - e volendo sapere chi ha abusato del mio nome. Tutto questo, caro Signor Piontelli, non è fatto per lasciarmi l’animo tranquillo. E se aggiunge l’affare di Brescia, pel quale pure nulla è concluso, veda Lei quale conseguenza io posso trarne. Ben è vero che sia per l’orchestra Falstaff, sia per Brescia è il Signor Luigi Piontelli che mi ha dato la sua parola, dicendo che vale più di contratto scritto. Ma tutto quanto succede, ripeto, non mi da speranza che si riesca a bene: tanto meglio se mi inganno, e sarò io il primo a riconoscere il mio torto.

Conclusione: rispondo con questa all’Impresa Piontelli & C?....ed allora è una cosa - o rispondo al Signor Luigi Piontelli?... ed allora è un’altra - ed in questo caso la prego sapermelo dire Ella stessa, e così finire una buona volta tutti questi intricati labirinti.

Le devo pur dar comunicazione di un telegramma particolare al Sig. Pollini, e se crede lo potrò fare domattina. Intanto mi ripeto, con stima,

dmo Suo

Giulio Ricordi

 

Milan, 24 March 1893

 

Eg. Sig. Luigi Piontelli

City

 

   I received your esteemed letter of yesterday and hasten to respond, also so that things are clearly understood; and since you know that it is my habit to be frank and sincere, I hope you will not find it tedious of me to continue in that same manner. With regard to your observations about the difficulties you have encountered due to previous commitments, my response is that they all derive from your uncertainty. You will remember well that since last September I urged you not once but ten times to secure the artists for Falstaff for the upcoming seasons as well. If you had done so, there would have been no commitment conflicts of this sort: you had all of the artists available to you and would have been able to negotiate their contracts to your benefit, and you were entirely in command of the situation. Yet, let’s be honest, you did not truly believe in the opera and preferred not to take a risk for something you perhaps found too uncertain. All of these annoying complications are the result, not the least of them having to do with the orchestra! For my part, I did everything possible so that the management of La Scala would not be cut out. It would have been easy enough for me to accept [any of] the various offers and have things immediately settled; but since there was also an issue of trust involved, I preferred to wait until this messy affair was untangled, and only out of deference toward Sig.ri Piontelli e C.! –

   However, for me Signor Piontelli is not one person but two distinctly different people. Do not think ill of me if I say that Signor Piontelli e C. is…. frightening! while Signor Luigi Piontelli inspires trust: that is, the first is a profiteer who only looks after his own interests; the second is another person altogether. But the difficulty lies in not knowing just where the one stops and the other begins… not to mention many other things, for example, how will the contracts with the artists be respected? I had a hand in many of them, pleading, insisting for better terms, and now I don’t want to seem the villain. From the beginning we always spoke of the necessity of having a substitute ready for Maurel, and it was even feared that Pessina would not accept – at which point I took it upon myself to speak to Pessina and teach him the part, persuading him to accept. Now this necessity has vanished and I look like a fool, to put it mildly! You understand perfectly well that this position is something I truly cannot accept! No, absolutely not – and this will have taught me yet again to stop getting involved in affairs between the Theatre Management and the Artists, that playing the part of a pesky agent does not sit well with me at all, let someone else do it. You have the artists?.. good! – You don’t have them?... then I put the operas back on their shelves.

   As far as the orchestra is concerned, I seem to read between the lines that you think my requests may have been suggested by M. Mascheroni; but you are enormously mistaken, because I follow no one’s suggestions. Indeed, I find it deplorable that there has always been a certain air of suspicion between you and the Maestro, which is a sticking point for many things. M. Mascheroni came to see me yesterday, but it was quite late, and when I asked him if he knew what the components of the orchestra were he answered that he was not completely informed. Now let’s be honest: at this point, nearly on the verge of leaving, shouldn’t the Maestro know exactly what elements he will have available? You say yourself that 2 first and 2 second [violins] need to be added – but when will they rehearse? Even if they were the finest players in the world, they could not be ready and able to work properly with the ensemble after only one rehearsal. And if De Angelis should absolutely not be present?... But a concertmaster has to play the opera at least 3 times before being able to perform it properly. Now, with De Angelis missing, and with 4 new string players (and eight for Rome), it’s natural that I am preoccupied and wonder what the devil kind of performance will result!! – and the thing is too clear, too crystal clear for my request not to be justified.

   You return to the idea of bringing in Sig.ra Melba!... but how can Sig. Piontelli not understand that this is like saying that Falstaff is not sufficient to ensure a successful outcome, and that reinforcement is needed to keep the theatre on its feet?... But this interpretation is as evident as 2 plus 2 make 4. It would no longer be an artistic tour of Verdi’s opera, but one of those usual traveling shows: either the thing is already good as it is, and requires nothing else; or it needs a supplemental boost, so to speak, in which case it is not good and should not be done.

   All this hardly inspires my confidence – and what is more, I have just come to learn that Signor De Angelis cannot be released from his obligation with the [Teatro] Dal Verme, so here we are without a concertmaster.

   As if all the problems with Rome were not enough, now we have those with Berlin! Read the attached telegram (which I ask you to return to me): who ever would have presumed he had the right to send an ultimatum in my name?... But this is outrageous! – I intend to get to the bottom of this, having received no explanation, without knowing who abused of my name. All of this, dear Signor Piontelli, does in no way leave me feeling tranquil. And if you add in the Brescia affair, for which nothing has been concluded, you can see what the consequences may be for me. I might note that Signor Luigi Piontelli gave me his word for both the Falstaff orchestra and for Brescia, saying that it was worth more than a written contract. But with all of this happening, I repeat, I have little hope things will turn out well – all the better if I am wrong, and I will be the first to admit my mistake.

   Conclusion: Am I responding with this letter to the Theatre Management Piontelli e C.?... then that’s one thing; or am I responding to Signor Luigi Piontelli? … which is something else – and in this case I would ask that you tell me yourself, so that we can put an end to all of this complicated confusion.

   I must also tell you about a private telegram to Sig. Pollini, and I can do that tomorrow morning if you like. Meanwhile my regards, as always

 

Most sincerely yours,

Giulio Ricordi

 

 

 


Named works
Falstaff



Tipology copialettere
Sub-tipology letter
Writing manuscript
Language italian

Letter name DOC01827.152
Volume Signature DOC01827
Year 1888-1901
Volume 01
Pag 307-310
No. pag 4