Date: 4/3/1930



Place: Pesaro

ID: LLET015730




Ai Sigri Gerenti della ditta G. Ricordi e C.
                Milano
Cari Amici - avevo salutato l'America con tanta cordialità che la sognavo già lontana, invece l'America ritorna verso di me con la vostra in data di ieri... Comprendo le vostre idee ed approvo i vostri argomenti: se avessi dieci anni meno mi sarei precipitato oltre Oceano a valorizzare l'arte italiana; alla mia età, con molte illusioni in meno e molti capelli bianchi di più, la riflessione calma lo slancio e gli entusiasmi...
La parità di condizioni che l'impresario Da Rosa – o chi per lui – stabilisce fra me e Pizzetti non la capisco. Io ho molta stima del mio collega illustre di cui ammiro sinceramente le opere; e fin qui – bricciola su bricciola giù – la parità può andare. Non conosco invece il Pizzetti direttore d'orchestra; ma poiché mi consta che egli comincia ora a dirigere nei teatri e sono matematicamente sicuro che senza un lungo esercizio e una tecnica acquisita non si potrà mai essere dei buoni direttori, ho tutto il diritto di giudicarlo un mediocre in questo campo (se potrò fra dieci ani cambiare opinione sarò felicissimo!) e la parità di inden[n]izzo che il Da Rosa propone non la posso accettare. Io sarò il più modesto dei direttori italiani (non vi dico il meno quotato perché ciò non  risponderebbe alla verità) ma al titolo che mi sono guadagnato dirigendo da quasi vent'anni in tutti i teatri d'Italia, non rinunzio di fronte a chicchessia. Se io e il mio collega Pizzetti si dovesse andare in America a fare la solita comparsa, cioè l'autore che assiste alla [recte: proprie] premières, tutto filerebbe a meraviglia; dovendo andare laggiù a lavorare – salvo la simpatia che il sig. Pubblico vuol concedere in simili occasioni – io so benissimo quale sarà il rendimento mio e quello del mio collega. Mi dispiace che il sig. Da Rosa non l'abbia capito epperò pregherei voi ­ senza ledere gli interessi di nessuno – di farglielo capire.- Sono certissimo che se i rappresentanti dell'impresario argentino porranno la quistione in questi termini, le centomila lire che io chiedo oggi, come chiedevo ieri, mi saranno accordate. Dopotutto la differenza a cui siamo arrivati oggi è di trentamila lire che possono rappresentare due o tre recite in più.- Poiché il numero delle recite non è fissato l'impresario può aver modo di ripagarsi facendomi lavorare un po’ di più.-
Niente altro.
Attendo una risposta che desidero o favorevole o sfavorevole ma tale da non crearvi altre noie.
Affettuosi saluti dal vostro affmo R. Zandonai


Pesaro, 4 marzo 1930.
 

Transcription by Diego Cescotti - Biblioteca Civica di Rovereto

Typology lettera
Sub-tipology letter
Writing manuscript
Language italian

Physical Attributes
No. Sheets 2
Size 275 X 222 mm

Letter name LLET015730